sabato 7 giugno 2008

Sull'"arte" di fotografare in Second Life: la foto della discordia.



Questa è la foto di Milla, "fotografa per caso", che ha provocato le aspre e in qualche caso sarcastiche critiche dei Neu-Pappisti. L'assunto parte dalla considerazione che non è corretto fotografare un'installazione di altri e metterla in vendita, spacciandola per propria.
Second Life è tutta una installazione fatta da altri, poiché, come sapete, ogni oggetto là dentro è stato costruito dai residenti. La peculiarità e la bellezza di SL sono proprio queste. Pertanto ogni oggetto, ogni casa, ogni installazione, ogni panorama, dovrebbero non potersi immortalare in uno snapshot. Prendiamo ad esempio Chou Chou, isola ricca di installazioni suggestive, luogo ideale per lo snapshottismo selvaggio. Dovrebbe essere riservata solo ai visitatori e non riprodotta? Invece pullulano le foto di Chou Chou su Flickr e sui nostri net.
Ben vengano queste foto, che salveranno e tramanderanno a futura memoria luoghi come Chou Chou o instalazioni come quella di Velazquez Bonetto, realizzata da Milla Milla Noel. Fra un mese , fra un anno o anche solo fra un giorno, tutte queste belle composizioni di prim potrebero scomparire con un semplice "delete account" o " cancel object", ma i tanti snapshot ce le restitueranno, almeno come testimonianza di quanto è stato realizzato in world.
Che poi Milla abbia messo in vendita quella foto, non lo trovo affatto strano, poiché in Second Life tutti mettono in vendita tutto e nessuno se ne è mai scandalizzato. Velazquez conosce perfettametne quella foto, che è diventata anche strumento pubblicitario dell'attività creativa che si sta svolgendo a Diabolus.
Pertanto una foto esposta in una galleria d'arte, come la foto in questione, diventa anche strumento conoscitivo di altre attività meritevoli.
Sul fatto se quella foto di Milla sia artistica, mi sembra davvero un problema di lana caprina.
Cos'è "arte" in Second Life?
In Sl sta avendo luogo un fenomeno antropologico di dimensioni enormi e non trascurabili, i neupappiisti lo definiscono dispregiativamente "artisti per caso" , mentre io lo chiamo "creatività dal basso".
Che cosa deriverà da questo fenomeno, che sarà portato alla luce della rl dalla mostra Rinascimento Virtuale, non lo sappiamo ancora, ma forse lo sapremo presto.

Sull'aspetto sottolineato dai nostri neupappisti, che l'arte non debba essere mera riproduzione della realtà, vorrei precisare che, a mio parere, essa non lo è mai, poiché si compie sempre e comunque un'opera di mediazione tra autore e realtà oggettiva, che verrà necessariamente soggettivizzata nel momento dell'atto creativo, anche soltanto attraverso lo scatto di uno snapshot.
Anche i pittori del 400 e del 500 riproducevano la realtà, costellando di paesaggi i loro ritratti. Pensiamo a Raffaello, Piero della Francesca, Vincenzo Pagani, Bellini, Luca Signorelli: nei dipinti del Pagani ad es, che ha subito forti influenze reaffaellesche, troviamo sullo sfondo le "fotografia" di noti paesaggi marchigiani.

In conclusione , vorrei molto modestamente suggerire ai neupappisti di essere più cauti nel giudizio sul fenomeno e sui comportamenti che si attuano in world.
Tutto è ancora in itinere e tutto da valutare, da classificare. Al momento oppurtuno ci chiederemo: fu vera arte?

10 commenti:

Susy Specchi ha detto...

Nessuna asprezza nè sarcasmo da parte nostra: solamente una mera constatazione (tra l'altro effettuata dall'esplicitato nostro punto di vista).
Siamo d'accordo sul fatto che la fotografia abbia, dalla sua nascita nel 1840, anche una importantissima funzione di documento storico.
Su questo non ci piove. Però, a maggior ragione, allora andrebbe immediatamente catalogata con l'apposizione di una nota descrittiva. Se come afferma Roxelo "fra un anno o anche solo fra un giorno, tutte queste belle composizioni di prim potrebero scomparire con un semplice "delete account" o " cancel object"" allora è una necessità, per l'appunto, che, per esempio, accanto alla citata foto di MillaMilla venga apposto un elemento identificativo, per poter avere uno snapshot che ci permetta meglio di restituirci una "testimonianza di quanto è stato realizzato in world". Altrimenti, in caso della calamità paventata, non sapremmo mai, per esempio, chi ha realizzato detta installazione e dove era situata: perderemmo elementi importantissimi per la ricostruzione storica.
Quindi ben venga se "le foto di Chou Chou pullulano su Flickr e sui nostri net" con l'indicazione dei luoghi e, se possibile, degli autori! Lo auspichiamo anche noi! Dette foto possono anche essere ovviamente messe in vendita! Chi ha mai asserito il contrario??? Tutto può essere venduto se esiste qualcuno che lo compra:-)
Pero, ribadiamo, per poter essere uno strumento di ricostruzione storica, "pubblicitario dell'attività creativa che si sta svolgendo a Diabolus" e "conoscitivo di altre attività meritevoli" abbisogna di essere identificato nel modo migliore possibile.
In merito alla definizione del concetto di "artista per caso", ve lo dimostreremo, non è una nostra invenzione, non è stato da noi coniato: non siamo soliti appropiarci delle idee altrui. Il "fenomeno antropologico di dimensioni enormi e non trascurabili" sul quale ho già avuto il piacere di dibattere con Roxelo in altra sede non riguarda solo SL, bensì il cosiddetto web 2.0 nella sua interezza. Per quanto concerne il problema della riproduzione della realtà (tematica che ha sempre accompagnato la storia dell'arte per arrivare al suo acme, forse, con il naturalismo) spiegheremo presto, in modo esaustivo, sul nostro blog, la nostra opinione.
Dato che i temi sul piatto sono svariati ci riserviamo di formulare le nostre opinioni in sede di post pubblicati sul nostro blog. Quello che ci premeva ora era rigettare le formulate "accuse" di asprezza e sarcasmo. Noi riteniamo che sia basilare che tutti possano esprimere le proprie opinioni (ovviamente con educazione e nel rispetto delle vigenti leggi). Che la libertà sia un bene imprescindibile: lo dovrebbe sapere molto bene anche Roxelo che ha ospitato presso il Museo del Metaverso un dibattito circa il Neototalitarismo. Grazie per il suggerimento ma noi non siamo mai soliti formulare giudizi nè esprimere opinioni senza la indispensabile cautela e, soprattutto, senza la necessaria meditazione. Pensiamo che proprio perchè "Tutto è ancora in itinere e tutto da valutare, da classificare" sia utilissimo esprimere opinioni, giudizi, considerazioni etc. Lo è, a nostro parere, in quanto è proprio attraverso il dibattito (quello vero cioè fondato su una analisi, su un'esperienza) che si può pervenire a definire meglio ciò che è "in itinere": altrimenti perchè sono stati scritti libri su SL? O sul web 2.0? Altrimenti, in attesa del "momento opportuno" (stabilito da chi, peraltro?) cosa dovremmo fare? Sospendere qualsiasi giudizio?

P.S.: Ci fa enorme piacere poter finalmente interloquire con qualcuno su tutti questi temi come ci farebbe estremo piacere anche poter interloquire con MillaMilla Noel. A tal proposito presto in Second/Aria/Mente (nato anche per sottoporre ad analisi SL e le sue dinamiche) organizzeremo un incontro cui è invitato chiunque ha a cuore questi discorsi.
Neupaul Palen & Papper Papp

roxelo ha detto...

Certo che se ne può e se ne deve parlare, ma magari usando un timbro meno caustico e ironico e non personalizzando. E' sgradevole, se si vogliono esprimere concetti, per puro amore dell'approfondimento e della disquisizione,citare personaggi accusandoli di non consoni comportamenti. Voliamo un po' più alto, che fa bene alla discussione e permette un giudizio più obiettivo e distaccato.
L'omissione della notecard esplicativa all'interno della ormai famigerata foto, sarà presto colmata. Tuttavia si è confuso il soggetto con l'oggetto. L'oggetto è la foto, che dovrebbe essere giudicata tecnicamente e dal punto di vista del risultato ottenuto. Il soggetto scelto è l'installazione, ma non dovrebbe rientrare nei criteri di valutazione di una fotografia. D'altronde anche nell'opera pittorica, il soggetto a volte è solo il pretesto per comunicare altro.
Faccio un esempio: prendiamo due foto dello stesso soggetto, se non si presta attenzione all'inquadratura, alla luce, all'atteggiamento o gesture, ecc, avremo risultati diversi, pur avendo preso in esame lo stesso soggetto.

Papper ha detto...

Lo spirito di una comunità di artisti/aspiranti-tali/ dovrebbe essere VIVO, aperto e non ripiegato su se stesso. La chiusura non hai mai fatto bene a nessuno, in nessun campo, in nessun ambiente.
Noi abbiamo scritto le nostre considerazioni .
Non era la prima volta, non sarà l'ultima.
Prima di pubblicare ci è sembrato corretto avere uno dialogo con MillaMilla perchè era importante dare a lei, in primis, la possibilità di una replica e di uno scambio di opinioni.
Doveva essere molto chiaro che:
- non stavamo prendendo in giro nessuno
- non stavamo accoltellando nessuno alle spalle
- ciò che ci interessa è aprire una discussione
Solo attraverso confronti ( anche accesi ) può esserci, a nostro parere, uno scambio.
Ponderiamo a lungo e insieme ciò che scriviamo.
Un dubbio sorge improvvisamente:
nel codice di comportamento degli artisti della comunità italiana di SL, all'interno del quale si leggono frasi come "bello" "complimenti" e niente più, avrebbero forse questi preferito l'ipocrisia dei commenti in IM privati?
E' meglio parlare male della gente alle spalle oppure parlare delle LORO OPERE apertamente, dicendo ciò che si pensa, dopo opportune riflessioni?
Il grado di ipocrisia è tanto alto?
Ma... non eravamo liberi qui?
Papper Papp

Susy Specchi ha detto...

Ripetiamo, dato che pare non sia stato ben letto: "Nessuna asprezza nè sarcasmo da parte nostra: solamente una mera constatazione (tra l'altro effettuata dall'esplicitato nostro punto di vista)". Sarebbe possibile capire quali siano gli elementi verbali che si sono macchiati di toni eccessivamente caustici ed ironici? Ripetiamo anche (quello che è stato scritto nel post) cioè che "Sia ben chiaro: noi non abbiamo nulla di personale nei confronti della citata simpatica P.R. MillaMilla Noel (ormai diventata un sicuro Mito di SL nonché un punto di riferimento per tutta la grande famiglia della comunità italiana). Quello che abbiamo scritto riguarda esclusivamente un approccio artistico che consideriamo assolutamente lontano dal nostro". Quindi nessuna personalizzazione da parte nostra. Constatiamo solo una seria difficoltà a volare alto...forse non è davvero ancora il momento opportuno: ma ciò non è chiaramente una conseguenza dovuta dal fatto che "Tutto è ancora in itinere e tutto da valutare, da classificare". Noi non abbiamo offeso nessuno nè abbiamo usato un linguaggio ai limiti della decenza come invece ci è capitato di esserne destinatari.

Susy Specchi ha detto...

Ringraziamo Roxelo per la sua efficace dissertazione circa oggetto/soggetto nell'arte visiva. La cosa, in ogni caso, ci era ben chiara tanto che abbiamo citato Helmut Newton o Robert Mappiethorpe proprio per rimarcare la differenza tra un eventuale loro scatto e quello di un qualsiasi turista. Possiamo però pensare che MillaMilla Noel non sia l'avatar di nessuno dei due?

Neupaul Palen

mario gerosa ha detto...

Credo che aldilà dei punti di vista sia interessante notare la grande attenzione per questi temi. Soprattutto in queste ultime settimane, si stanno moltiplicando i post nei blog e i dibattiti in vari social network sulla questione dell'arte generata dal basso, sui cosiddetti "artisti per caso", sul postkitsch, sull'outsider art, ecc. Ben venga tutto questo flusso di discorsi, di commenti, di opinioni e di discussioni. E' chiaro che non la pensiamo tutti allo stesso modo: meglio così. Ma è soprattutto interessante notare che si sta affermando una visione più ampia di questi fenomeni. Fino a poco tempo fa tutto il dibattito si riduceva alla visione del critico fermo sui suoi principi che non ammetteva assolutamente che esistesse un'arte di serie B, o C, o Z, confinando tutte queste sperimentazioni nel limbo degli hobby, trocando sul nascere qualsiasi possibilità di dibattito. Adesso, in men che non si dica, grazie ai tempi del web, pare che questa visione basata su due poli (arte vera e presunta creatività della domenica) sia stata superata a pie' pari, dato che si passa ad esaminare complesse questioni interne, come quelle sollevate da Neupaul Palen e Papper Papp. Da una parte c'è chi vede nelle immagini di Second Life un banale riflesso dei manga e delle digital beauties di dieci anni fa; dall'altra, chi ha superato questa fase, ha metabolizzato un dibattito sviluppato rapidissimamente nel giro di pochio mesi, e si addentra ormai nelle questioni interne di questo nuovo tipo di arte.
Sono quindi felice che in questo momento si affacci all'orizzonte la mostra "Rinascimento virtuale", che vuole rappresentare l'occasione per fare emergere talenti ma anche discussioni su argomenti di grande attualità.

roxelo ha detto...

Secondo me, si deve avere un approccio alla polemica più serio e distaccato. Credo poi che non sia assolutamente necessario polemizzare per esprimere punti di vista differenti, perchè in questo caso facciamo unicamente il gioco dei tanti denigratori di Second Life e della cultura che stiamo cercando tutti di promuovere.
Abbassiamo i toni e i modi , puntiamo al nocciolo delle questioni, invitiamo le persone ad esprimersi con garbo, senza obbligare nessuno, senza pretendere che lo facciano a tutti i costi.

roxelo ha detto...

Si Mario le opinioni stanno circolando, e credo che tutta questa vivacità darà luogo ad un'ulteriore riflessione sul fenomeno che stiamo vivendo. La mostra Rinascimento Virtuale sarà davvero il banco di prova, l'approdo all'attenzione rl di tante opere create in Second Life, di tanti autori conosciuti o meno, sarà una mostra che farà storia. Grazie a te, grazie a tutti noi.

Susy Specchi ha detto...

“Chi non sa ricordare il passato è condannato a ripeterlo” (George Santayana)

roxelo ha detto...

Per chi fosse interessato, la discussione sta continuando sul solcial network del museo a questo
indirizzo :
http://museodelmetaverso.ning.com/profiles/blog/show?id=2001614%3ABlogPost%3A4684&page=2

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